Oggi vi racconto una storia. Si può apprendere come fare SEO deliziando il palato? Leggete le prossime righe e lo saprete.

La storia narra di come, da un grigio e anonimo ufficio gare di un consorzio di aziende, sono stato catapultato (a mia insaputa) nel colorato e rutilante mondo della SEO, fatto di siti posizionati in prima pagina, di successi clamorosi (e di qualche insuccesso altrettanto clamoroso), di analisi, riflessioni e imprecazioni.

Io sono Nicola, mi occupo da sempre di contenuti (professionalmente, dal 2002) e da qualche anno di strategie di contenuto e ottimizzazione di siti internet. Una laurea in ingegneria delle telecomunicazioni (a Bologna, nel 2001), un percorso di studi post-laurea nell’ambito del marketing e organizzazione aziendale e un’attività lavorativa focalizzata, dicevo, sullo scrivere testi (preventivi, progetti, presentazioni) persuasivi e commerciali.

Mi piace definirmi un ingegnere con il – raro – dono del congiuntivo.

Alla SEO ci arrivo, quasi, per caso nel 2014, avendo la necessità di riqualificare la mia attività professionale (visto che, quella legata alle gare d’appalto, era sostanzialmente evaporata in poco tempo).

Ci arrivo per caso, ma mi appassiono subito. Il perché è presto detto: la SEO è una sfida continua, con i tuoi limiti professionali e con un algoritmo che non ne vuol sapere di piegarsi al tuo volere. Ogni tanto ti concede delle enormi soddisfazioni, ma ti costringe sempre a pensare. Perché ciò che ti ha portato al successo oggi, non è detto che lo farà domani.

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L’inizio della storia: come si posiziona un contenuto e un sito sui motori di ricerca?

Questa è la domanda che si pongono tutti, ma nessuno (e, ribadisco, nessuno) può dire di avere una risposta solida, univoca e affidabile. E ne ho le prove.

Nel 2014, da completo neofita della materia, ho provato a darmi una risposta da solo, nell’unico modo possibile. Documentandomi, studiando, applicando quotidianamente i concetti, misurando i risultati e provando a capire i meccanismi che mi avevano portato a quel risultato (positivo o negativo che fosse).

E l’ho fatto sperimentando queste ricette su siti personali, e cercando in rete le persone (e ce ne sono tante, fortunatamente) disposte a condividere con me le loro esperienze e conoscenze.

Non parlo a caso di ricette perché il primo successo (clamoroso) è quello che mi ha portato a diventare un professionista della SEO prima e un formatore sui temi della SEO (e del web marketing) poi.

L’esperimento, perché di questo stiamo parlando, parte nel 2014 – mentre mi stavo, appunto formando e studiando – quando decido di sviluppare un contenuto legato a quella che era e rimane una delle mie passioni: la cucina.

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L’esperimento SEO: goloso e soddisfacente in più sfaccettature

In particolare, complice anche Francesco Margherita e il suo Manuale di SEO Gardening, decido di scrivere un contenuto “enciclopedico” sulla Amatriciana, per verificare se – anche in un ambito molto competitivo come quello delle ricette – fosse possibile posizionare un singolo contenuto senza aiutini esterni (leggasi backlink o trucchi vari).

E quindi ho messo insieme la mia capacità di scrittura, un lavoro di studio e documentazione sul tema dell’Amatriciana (la ricetta, la sua storia, le curiosità e così via) e scritto quello che – a oggi – è forse e ancora il singolo contenuto “più completo” sul tema.

Ho pubblicato l’articolo (a inizio 2015) e poi “l’ho lasciato lì” senza modificarlo mai, se non marginalmente.

Nel 2016, tanto per ribadire che la SEO ha una dinamica talvolta molto lenta, il successo. Clamoroso.

Eh sì. Perché quel singolo contenuto, nel frattempo diventato un sito monopagina, a un certo punto (ottobre 2016) arriva a conquistare le prime posizioni per praticamente ogni keyword che contenesse il termine Amatriciana arrivando ad ottenere oltre 3.000 visite giornaliere (in media) per oltre un anno. A posizionare oltre 1.200 chiavi, di cui oltre 300 nella mitica e irraggiungibile (per tanti) position zero.

La storia completa di quel progetto la trovate su seogarden.net. Francesco, nel frattempo diventato un amico, mi definì – molto generosamente – la scheggia impazzita della SEO italiana e descrisse una delle call to action inserite nel contenuto “una finta e Maradona”.

È una storia che continua…

Gli algoritmi, si sa, cambiano. I posizionamenti non sono eterni, ma nel loro piccolo, reggono.

Oggi, a distanza di oltre 4 anni da quei 18 mesi incredibili, il sito sugoallamatriciana.it continua a ricevere i suoi “onestissimi” 10.000 click organici al mese, è stato ampliato con altre ricette, è di fatto un laboratorio su cui continuo a sperimentare nuove ricette (per la SEO e per la famiglia).

Quel sito è una fonte di informazioni inesauribile perché:

  • è su quei dati che ho imparato, per davvero, il lavoro di analisi;
  • è un caso di studio che utilizzo da anni (assieme ad altri, di clienti reali che seguiamo in Agenzia) nelle mie attività di formazione in qualità di docente, l’ultima delle quali – recentissima – è stata svolta presso la sede di Rimini dell’Università di Bologna;
  • è il lavoro che mi ha aperto gli occhi sul vero e unico segreto esistente per poter avere una concreta possibilità di poter ottenere traffico qualificato per il nostro sito, ed è quello di scrivere per i nostri clienti, senza pensare al motore di ricerca, facendo in modo che quel contenuto sprizzi passione e competenza da ciascuna parola inserita. Gli utenti apprezzeranno. Google, pure.

Sono questi i principi, appresi sul campo e verificati in tantissimi altri progetti, che applico tutti i giorni in agenzia.

Qualcuno, giustamente, potrebbe osservare che la SEO di oggi ha una componente fortemente tecnica fatta di pagine veloci e codice scritto in maniera opportuna.

Giusto. Anzi, giustissimo, ma avendo alle spalle un team di colleghi preparati e in grado di realizzare piattaforme e siti tecnicamente allineati a ciò che serve, il mio lavoro si può concentrare sugli aspetti di contenuto e sull’analisi dei dati.

Perché questo lavoro e questi anni mi hanno insegnato una cosa: che da solo, ogni tanto, puoi avere anche successo, ma la materia è talmente vasta che – come ripeto spesso durante i miei incontri con i potenziali clienti o le mie sessioni di formazione – non esiste un bipede umano che possa affermare di poter gestire e realizzare (al livello professionale necessario) tutte le attività di un progetto anche “mediamente complesso” di presenza online e/o SEO

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Perché è importante l’ottimizzazione SEO: epilogo della storia

In realtà vi spiego perché vale sempre la pena ottimizzare contenuti, struttura e prestazioni del vostro sito. Anche senza pensare ossessivamente a quali keyword posizionare (aspetto che, ovviamente, va considerato).

Ne vale la pena perché il nostro (in agenzia) e vostro (di business) obiettivo è quello di fornire una risposta alle domande (esigenze) dell’utente che visita il nostro sito, fornendo un’interfaccia chiara e accompagnandolo verso i pulsanti di azione che abbiamo individuato come strategici.

Questo modo di agire, questa filosofia, naturalmente si base su analisi preliminari (di mercato, della concorrenza online, della tua azienda e attività) che mi porta a individuare – o, meglio che porta il nostro team – i contenuti migliori, le strutture di sito, le interfacce e i percorsi di conversioni adatti a massimizzare il rendimento del traffico intercettato.

Non sempre la SEO è l’attività più adatta (e di certo non rappresenta il sistema più veloce) per ottenere il traffico necessario – perché a volte, semplicemente, non esiste – ma di certo un buon sito, ben strutturato e ottimizzato, è lo strumento adatto per accogliere il nostro (potenziale) cliente, fornendogli le risposte giuste.

Lui apprezzerà e, per quella che è la mia (nostra) esperienza, lo farà anche il motore di ricerca.

E ricordati che la SEO, se usata in maniera integrata con gli altri strumenti di presenza e visibilità online (social, newsletter, Social AdS, Google AdS, …) rappresenta quella marcia in più e quel solido e duraturo capitale di traffico (qualificato e stabile) ad alta percentuale di conversione, soprattutto se deriverà da ricerche associate al nostro brand.

Ma quella delle ricerche di brand è un’altra storia, che ti racconterò presto!

Nicola Battistoni
Nicola BattistoniContent Strategist & SEO
Nicola Battistoni è un professionista della SEO, del copywriting e del marketing.

Ha grande competenza sia nell’ambito della comunicazione che dell’informatica e, per questo, è una figura chiave all’interno di Simbiosi.

Si occupa di elaborare strategie di marketing a lungo termine, ideare campagne e contenuti social, ottimizzare i testi in ottica SEO e seguire il cliente durante tutto il percorso di presenza on-line. Inoltre, è docente di Social Media Marketing e di SEO e tiene numerosi corsi di formazione.