META o Google Ads?

Intercettare il target giusto, acquisire lead qualificati, generare valore.
Lo vogliono tutti.
E no, non serve il genio della lampada: servono
metodo, analisi e un pizzico di coraggio (quello che ti fa cliccare “Pubblica” anche quando il cliente ti guarda male).

La domanda però resta: META o Google Ads?

Chi vince davvero? Spoiler: nessuno.
O meglio… dipende da cosa stai cercando (tu) e da cosa sta cercando il tuo pubblico (e nella maggior parte dei casi… non sei tu).

In principio era la Keyword. Ed eravamo più giovani.

Per anni la domanda espressa è stata il nostro porto sicuro.

Se qualcuno cerca proprio “quella cosa lì”, nel momento esatto in cui la cerca, allora sì: Google Ads è un arciere elfo che colpisce immancabilmente il bersaglio.

E questa magia funziona ancora quando le ricerche sono precise, l’intent è chiaro e il prodotto/servizio soddisfa un bisogno reale e urgente.

Quando l’utente sa cosa vuole, “Google è una certezza”.
Ma…

La rivoluzione della domanda latente. Ovvero: quando l’utente non sa cosa vuole finché non lo vede.

Il mondo è cambiato.

Le persone non cercano più solo con una keyword: cercano con una vibe. Con un forse, con un mi è venuta un’idea, con un scrollo un attimo e poi torno a lavorare (si, certo, come no?).

I social — e ora le IA — sono entrati nella fase mentale in cui nascono i desideri.
E a quella fase non corrispnde mai una keyword.

Ed è lì che META spacca: ti intercetta mentre non stai cercando niente… ma potresti volerlo.

META Ads: non è vero che porta solo lead “leggeri”

Esiste un mito immortale: “Eh, ma i lead da Facebook sono scarsi…”

A volte sì. Spesso no. Quasi sempre: dipende da come sono stati ottenuti.

La differenza la fanno: le creatività curate (no stock generici), i pubblici ragionati, la reputazione del brand, un copy che non suona disperato e soprattutto: il form (che deve filtrare, non sterilizzare).

Quando tutto è ben calibrato, META riesce a portare lead sorprendentemente qualificati.

Landing page o Lead Form META? Spoiler: non scegliere “a sentimento”

  • Landing page → perfetta quando devi raccontare, spiegare, educare.
  • Lead form nativo META → ideale quando vuoi abbassare l’attrito e testare mercati velocemente.

Non c’è un vincitore assoluto. C’è un contesto.

La metrica che conta davvero (e non è il CPC)

Possiamo riempirci i report di: CPM, CPC, CPL, CTR, Reach e Impression

Tutto utile, eh.

Ma la domanda finale è una sola: quanto valore porta quel lead all’azienda?

Perché se conosci il valore reale:

  • sai quanto spendere
  • sai quando scalare
  • sai quando fermarti

Se guardi solo al fatturato… godi (se godi) solo a metà.

META o Google Ads? La risposta vera

Nessuna risposta assoluta.
Solo un principio semplice: Google cattura ciò che l’utente sa di volere. META accende ciò che ancora non sapeva di volere.

Sono due strumenti diversi.
Che funzionano benissimo insieme.
E che, a volte, ti sorprendono singolarmente.

E qui arrivano due esempi vissuti sulla nostra pellaccia.

 Due casi reali: quando la domanda latente ti sorprende e non ti appesantisce il karma

Caso 1 — Artigianato di design: META entra in scena e Google… resta a guardare

La sfida era intrigante: proporre illuminazione di design a un target di architetti, progettisti e potenziali rivenditori. A freddo.

Piano iniziale logico: META + Google Ads.

Come è andata a finire?

  • META genera lead perfetti
  • CPL costantemente sotto i 7€
  • commerciale che sorride
  • stima Google Ads → CPL potenziale 3–4 volte superiore

Risultato?
Google Ads accantonato. META promosso a canale principale. E a distanza di un anno, funziona ancora alla grande!

Caso 2 — Pergole Bioclimatiche e Giardini d’inverno: SEO solida + META chirurgico = espansione elegante

Azienda con brand consolidati e SEO forte da anni: molte richieste spontanee dal sito, funnel sano, nessun particolare bisogno di Google Ads che è stato utilizzato in diverse occasioni, per linee di prodotto specifiche.

Obiettivo: espandersi su territori bene identificati (in Italia e all’estero).

Soluzione: lead acquisition nativa META sulle zone selezionate.

Risultato:

  • CPL ragionevoli e competitivi
  • lead più qualificati rispetto alle campagne Google Ads passate
  • SEO preservata

Il modello funziona così bene che viene replicato:

  • in altre regioni
  • poi all’estero
  • in co-marketing con i partner

Perché quando la SEO porta un buon volume di traffico e META espande la visibilità… il sistema vola.

Conclusione: tradire il Dio della keyword fa bene (ogni tanto)

Se hai sempre vissuto nel culto della domanda espressa, ogni tanto prova a guardare altrove!
La domanda latente può stupirti.
O anche — in alcuni casi — salvarti.

In Simbiosi lo vediamo spesso: le strategie migliori sono quelle che non danno nulla per scontato.

Vuoi capire quale dei due canali può funzionare meglio per il tuo mercato?

Parliamone.
Guardiamo numeri, intent, territorio e opportunità.
E costruiamo una strategia che possa stupirti… in positivo.

Nicola Battistoni
Content Strategist & SEO

Nicola Battistoni è un professionista della SEO, del copywriting e del marketing. Ha grande competenza sia nell’ambito della comunicazione che dell’informatica e, per questo, è una figura chiave all’interno di Simbiosi. Si occupa di elaborare strategie di marketing a lungo termine, ideare campagne e contenuti social, ottimizzare i testi in ottica SEO e seguire il cliente durante tutto il percorso di presenza on-line. Inoltre, è docente di Social Media Marketing e di SEO e tiene numerosi corsi di formazione.